Visto: "Vittime"

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Tra il 1969 e la fine degli anni ‘80 si consumarono in Italia 12.770 episodi di violenza terroristica, che causarono la morte di 342 persone e ne ferirono altre 5390. La regista Giovanna Gagliardo racconta alcune delle tristi storie degli anni di piombo nel nostro paese, attraverso un documentario sulle testimonianze dei familiari delle vittime e di alcuni sopravvissuti agli attacchi terroristici.

Cover der DVD (Quelle: KAS Rom)

 

Dopo quarant’anni dagli orrori degli attentati e delle stragi terroristiche, la regista Giovanna Gagliardo gira l’Italia in cerca di storie personali da affiancare alla “Storia ufficiale”, di testimonianze di coloro che il terrorismo lo hanno veramente subito per dar finalmente voce a chi per anni ha soltanto ricordato senza mai raccontare.

Il risultato di tale ricerca è un documentario composto da una serie di testimonianze, inerenti alcuni dei più noti attentati individuali e delle più terribili stragi avvenute in Italia, in cui sono cadute personalità divenute bersagli a causa delle proprie idee. Cittadini inermi, uomini in divisa hanno sacrificato la propria vita per la giustizia e l’onestà e  questo cortometraggio rende loro l’onore che meritano.

Inoltre, ciò che colpisce particolarmente è la diffusa constatazione che la giustizia abbia desistito di combattere contro i soprusi e i delitti efferati compiuti dal terrorismo in Italia in quel triste ventennio. Trentacinque anni di vicende processuali, 250 faldoni raccolti e resi assurdamente complicati da consultare, ma i familiari delle vittime non demordono: Manlio Milani, sopravvissuto alla strage di Piazza della Loggia, continua a sognare la moglie caduta nell’attentato, come ancora in viaggio e senza riposo per la mancanza di giustizia; da quel 28 maggio 1974 ha infatti deciso di dedicare il resto della sua vita alla ricerca della verità per permettere “a quelle anime di riposare e non essere più dei corpi vaganti”. Tale impegno è un fondamentale passo in avanti, ma il percorso è ancora lungo poiché ora siamo solo alla cronaca, la storia sarà quando gli storici potranno veramente accedere ai troppi documenti ora classificati come segreto di stato.

Ad ogni modo, va sottolineato, come hanno scritto i familiari del magistrato Guido Galli in una lettera ai terroristi, che tali episodi di violenza efferata hanno “solo annullato il suo corpo ma non riuscirete mai a distruggere quello che ha ormai dato per il proprio lavoro, la famiglia e la società. La luce del suo spirito brucerà sempre annientando le tenebre in cui vi dibattete”. Proprio per questa ragione Mario Calabresi, figlio del caduto Commissario Luigi Calabresi, ha deciso di scrivere il libro “Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre”, per far sì che il punto di vista delle famiglie si ponesse finalmente in mezzo a politici e terroristi.

Ciò che infine emerge chiaramente dal documentario è come i figli delle vittime siano una generazione diversa per il fatto di non avere il portato del dibattito politico-ideologico, che ha avvelenato gli anni ’70 e come ci sia una speranza di educare i giovani all’empatia verso gli altri per arrivare a capire che mai e poi mai si dovrebbe attivare a contemplare la violenza tra i propri strumenti. 

La recensione è stata realizzata da Sara Stefanelli, stagista della KAS Roma.

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