“Un nuovo Inizio”: Le radici del nostro Osservatorio OGI

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Evidenziare il forte legame tra la Germania e l’Italia, questo era lo scopo del Project Work “Italia e Germania. Un nuovo inizio dopo la dittatura e la guerra” proposto dall’Università LUMSA di Roma e dalla Fondazione Konrad Adenauer nell’autunno 2013. Il progetto si proponeva di analizzare i rapporti tra i due paesi, la loro storia spesso conflittuale, e nello specifico la tragica esperienza della guerra. Dopo il 1945 Italia e Germania si sono poste infatti un obiettivo comune: rinascere nel segno dell’integrazione e dell’unione politica europea. Ciò ha permesso di avviare nuovamente un dialogo fruttuoso a favore della democrazia e della pace. Ci siamo chiesti, come questo forte legame fra Italia e Germania possa essere la base per il rilancio di una forte unione politica tra i due paesi, tema piuttosto attuale. Cercando una risposta, ci siamo messi alla ricerca di una memoria comune.

Il Project-Work, realizzato da un gruppo di studenti dell’Università LUMSA, del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele e del Liceo Classico Pilo Albertelli di Roma, insieme ad alcuni studenti di lingua italiana del “Rhein Gymnasium” di Colonia, ha dato avvio ad un gruppo di lavoro sui rapporti tra Italia e Germania, coordinato dalla professoressa Tiziana Di Maio dell’Università LUMSA e dalla dottoressa Silke Schmitt, referente scientifico della Fondazione Konrad Adenauer a Roma.

L’impegno maggiore per noi ragazzi del Project Work è stato quello di organizzare la Giornata della Memoria 2014, compito affidato a noi dall’Università LUMSA, dalla Fondazione Konrad Adenauer di Roma e dall’Associazione Tincani; al di là della commemorazione, ci premeva riflettere sul passato e sul presente, constatando quanto l’Olocausto e le esperienze della guerra abbiano condizionato per molto tempo i rapporti tra Italia e Germania, fino alla ripresa di un dialogo costruttivo tra i due paesi. L’entusiasmo e la passione profusi da noi ragazzi sono stati sempre altissimi: abbiamo visitato il Museo storico della Liberazione in Via Tasso, che durante l’occupazione nazifascista di Roma divenne tristemente famoso come luogo di reclusione e tortura da parte delle SS per oltre 2000 antifascisti, molti dei quali caddero fucilati a Forte Bravetta e alle Fosse Ardeatine. Il professor Parisella insieme a Modestino De Angelis (figlio di un detenuto a Via Tasso, caduto poi nell’eccidio nelle antiche cave nei pressi della Via Ardeatina) ci hanno accompagnato nella visita, facendoci rivivere quei giorni di paura e terrore. Abbiamo proseguito recandoci proprio alle Fosse Ardeatine, a Porta San Paolo, e nella Chiesa di San Gioacchino, dove Padre Pietro Sulkowskici ha fatto emozionare raccontandoci di intere famiglie ebree che sono sopravvissute grazie all’opportunità che gli è stata data di nascondersi proprio all’interno della chiesa. Importanti sono state per noi soprattutto la visita nella Sinagoga e nel Ghetto di Roma, dove ci siamo confrontati con i nostri coetanei di religione ebraica. Grazie a quest’ultimo confronto abbiamo capito quanto sia ancora vivo il ricordo della persecuzione,e di quanto questo possa aver influito nella vita non solo di chi lo ha vissuto direttamente, ma anche di chi, tramite i racconti, ha incamerato quelle testimonianze e ce ne ha fatto dono accompagnandoci in un viaggio della memoria. Ci sono stati incontri con i sopravvissuti ai campi di sterminio, come Piero Terracina, che nel descrivere la sua storia ci ha raccontato “l’inferno,non l’inferno dei morti ma l’inferno dei vivi” , ed incontri con i figli e i parenti di chi ha vissuto sulla propria pelle cosa volesse dire opporsi al regime nazifascista, come Andrea Bartali, figlio del campione di ciclismo Gino Bartali, il quale con grande coraggio e altruismo aiutò degli ebrei trasportando segretamente dei documenti nella sua bicicletta, o Vera Michelin Salomon che ha vissuto in prima persona la prigionia nel campo di Dachau. Queste persone ci hanno ben volentieri rilasciato interviste e ci hanno fatto dono delle loro testimonianze. Noi le abbiamo raccolte in un film-documentario, ‘Attraverso la memoria’, proiettato il 27 gennaio 2014 durante la Giornata della Memoria da noi organizzata presso diverse sedi della nostra Università. Di fronte ai nostri colleghi e agli studenti di alcuni licei romani abbiamo ripercorso il nostro “viaggio” nella memoria e abbiamo posto domande sulla guerra, sull’olocausto e sull’antisemitismo e sui rapporti italo-tedeschi di oggi e di allora ai relatori intervenuti. Quel giorno, inoltre, abbiamo ricevuto l’incoraggiamento e la benedizione del Santo Padre, attraverso una lettera inviataci dalla Segreteria di Stato. È stata per noi un’esperienza unica per le emozioni, gli insegnamenti e le riflessioni che abbiamo condiviso, ma soprattutto per la consapevolezza comune che bisogna promuovere il dialogo e la comprensione reciproca affinché simili fatti non possano più accadere in futuro. Con grande soddisfazione e immensa gioia abbiamo poi ricevuto dal Rettore dell’Università LUMSA, prof. Giuseppe Dalla Torre, la medaglia che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto consegnarci per la realizzazione del nostro progetto.

Uscendo forti dall’esperienza acquisita durante il Project Work e dall’arricchimento umano derivato da questo nostro impegno, partendo proprio da un passo del titolo di questo progetto “Italia e Germania. Un nuovo inizio dopo la dittatura e la guerra.” abbiamo deciso di dar vita immediatamente dopo a OGI, un ‘Osservatorio sulle relazioni tra Germania e Italia’. Con OGI ci proponiamo di superare pregiudizi antichi attraverso un’analisi a tutto tondo dei rapporti tra i due Paesi, visti con gli occhi di ragazzi e di cittadini europei.

 Un contributo di Francesco Baldelli, portavoce Osservatorio sulle relazioni tra Germania e Italia (OGI)

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