Nel centro: MIGRAZIONE

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Sono circa 700 le persone morte negli ultimi giorni in seguito ai naufragi nel Mediterraneo. Ogni giorno ci raggiungono le tristi notizie degli immigranti che, alla ricerca di un futuro migliore, hanno perso la loro vita.

Con la pubblicazione della recensione del libro Non dirmi che hai paura (G. Catozzella, Feltrinelli, 2014) OGI, Osservatorio sulle relazioni tra Germania e Italia, intende avviare una riflessione su un tema attuale e di grande rilevanza per l’Italia e per l’Europa tutta. Nei prossimi articoli ci confronteremo con la realtà del viaggio e con il problema degli sbarchi; offriremo approfondimenti sui Paesi di provenienza dei migranti e sui conflitti in corso. Cercheremo di dar voce a politici e responsabili delle istituzioni, ma anche ai protagonisti di questa triste pagina della nostra storia, ai migranti.

Per questo abbiamo scelto di partire dalla storia di Samia, la storia di una giovane, proprio come gli studenti del nostro Osservatorio. Una storia che racconta di valori, di una forza e di un coraggio, di una tenacia e di una determinazione tanto forti, da far ritenere impossibile il triste epilogo.
Alla base del fenomeno dell’emi-/immigrazione vi sono problemi politici, sociali ed economici. Secondo i dati ISTAT nel 2014 la popolazione straniera residente in Italia – esclusi i migranti che affollano i centri di smistamento e accoglienza come quelli di Lampedusa – ammonta a più di 4,9 milioni di persone, un dato in progressivo aumento dal 2002. La situazione per il nostro Paese è diventata insostenibile, al punto che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un appello rivolto agli Stati membri dell’Unione ha chiesto un maggiore sostegno a livello comunitario, per gestire in maniera più adeguata il problema e ha proposto l’avvio di una strategia di sicurezza comune.

Intanto l’Unione europea continua ad occuparsi dell’immigrazione legale. L’8 aprile scorso si è discusso dell’apertura di un centro per la gestione dei flussi migratori che sarà situato al di fuori dei confini dell’Unione europea, conterà 40 dipendenti e per la cui realizzazione sono stati stanziati più di 10 milioni di euro. Sicuramente quanto appena ricordato rappresenta un piccolo passo in direzione di un cambiamento dello stato attuale delle cose. È necessario, tuttavia, creare al più presto una rete di solidarietà forte, che miri ad un’accelerazione nell’ambito delle riforme e ad una migliore coordinazione e più stretta cooperazione per quel che riguarda le strategie da adottare in tutti i Paesi membri nella questione immigrazione/emigrazione.

Grati dei Vostri suggerimenti, speriamo di poter avviare una discussione proficua!

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