IL 25° ANNIVERSARIO DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

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SIAMO TUTTI BERLINESI

“Tutti gli uomini liberi, ovunque si trovino, sono cittadini di Berlino. Come uomo libero, quindi, mi vanto di dire: Ich bin ein Berliner”. John Fitzgerald Kennedy, 26 giugno 1963

Come noto, questa celeberrima frase fu pronunciata dal presidente americano Kennedy il 26 giugno del 1963 mentre era in visita ufficiale a Berlino ovest: così il presidente intese esprimere la propria vicinanza e solidarietà al popolo berlinese, ferito e disorientato dalla divisione della città in due parti (il Muro di Berlino era stato costruito due anni prima, nell’agosto del 1961). Nello stesso tempo, il presidente americano lanciava un pesante monito all’Unione sovietica e alla Repubblica democratica tedesca. Berlino era la città degli uomini liberi, Berlino sarebbe diventata di nuovo libera, un giorno.

Quel giorno arrivò la sera del 9 novembre 1989, quando il Muro cadde, picconato da una folla di berlinesi orientali e occidentali. Le famiglie fino ad allora divise si ritrovarono, gli amici che si erano persi si riabbracciarono. L’evento aprì la strada al mondo odierno, ai tedeschi uniti sotto una unica bandiera, nazione, patria: la caduta del Muro fu infatti la premessa per la riunificazione delle due Germanie in una nuova nazione (il 3 ottobre 1990). La guerra fredda era finita: iniziava una nuova fase storica per la Germania e per l’Europa tutta.

Il venticinquesimo anniversario dalla scomparsa del Muro è sì quindi la festa della nuova Germania, nazione economicamente e politicamente forte; ma, soprattutto, è occasione per ricordare l’inutilità della divisione e dell’emarginazione, sia fisica che psicologica. Oggi, a ben guardare, esistono ancora dei muri: politici, economici, culturali. L’Europa unita si è sforzata e si sforza con tenacia di superarli. Tante sono le difficoltà e gli ostacoli lungo il cammino. Tanti anni fa, con Kennedy, ci si era sentiti tutti berlinesi; oggi, i popoli che costituiscono l’Unione europea provano invece a sentirsi uniti, liberi di godere la libertà e la pace conquistata dopo centinaia di anni di guerre e dopo due conflitti mondiali immani e fratricidi: provano a farlo da cittadini dell’Unione europea, uomini liberi e sovrani delle loro scelte, fermamente fedeli ai valori democratici e al rispetto reciproco.

A Berlino, dal 7 novembre, contro l’ombra che il muro creò nel 1961, verrà acceso un lungo percorso luminoso di 12 chilometri fatto da palloncini bianchi illuminati, il quale si estenderà da Bornholmer Strasse attraverso il Mauerpark e la Bernauer Strasse, proseguendo poi verso la Porta di Brandeburgo e raggiungendo infine Kreuzberg e l’Oberbaumbrücke, lungo il fiume Sprea. Un vero ‘simbolo di speranza per un mondo senza divisioni’. Il 9 novembre inoltre, in cinque punti diversi del percorso sopra nominato, i palloncini verranno liberati in cielo, per simboleggiare l’abbattimento del muro da parte dei cittadini berlinesi, risoluti e determinati, ma assolutamente pacifici. I palloncini, dopo aver portato la luce in quel luogo dove una volta vi erano le tenebre, verranno rilasciati in aria e raggiungeranno idealmente coloro che si sacrificarono per la libertà (si stima che le persone morte nel tentativo di attraversare il muro da est a ovest furono almeno 136). Ci si augura che, da quel lungo percorso di abbattimento delle barriere e di avvicinamento reciproco che caratterizza la storia della città di Berlino e della Germania, ne trarrà esempio prima l’Europa tutta e poi il mondo intero, per superare le incomprensioni reciproche e i muri, reali e metaforici, ancora esistenti.

Un contributo di Alfonso Thomas Vecchio e Irene Fornari, Osservatorio sulle Relazioni tra Italia e Germania (OGI)

FONTI

http://www.ilturista.info/blog/10950-25%B0_anniversario_della_caduta_del_muro_di_Berlino_gli_eventi_da_non_perdere/#.VDv9Zfl_tqU

http://www.berlin.de/mauer/zahlen_fakten/index.it.html

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