Francesco? Questo nome deve suscitare "infinite speranze"

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“Nel vero senso della parola non ho potuto credere al nome del Papa  appena l’ho sentito”, dice Ulrike Eichler, direttricedelCentro Studi Melantone di Roma. Il pastore parla con noi di queste settimane storiche, dalle dimissioni del Papa fino all’elezione di Papa Francesco; ci parladelsuo ruolo di spettatrice di questo grande evento mediatico edelriconoscersi come un’ “tedesca” a Roma…

 

(aquädukt) Come state vivendo nel Centro studi ecumenici „Centro Melantone“ di Roma il Conclave e l’elezione del Papa?

Da direttrice delCentro Melantone ho vissuto il Conclave e l’elezione del Papa in colloquio con protestanti e cattolici, quindi in modo mediato potrei dire, a Roma, in un’ottica di grande vicinanza fisica quindi ma anche da lontano. Ingeborg Bachmann scriveva: “La mia storia e quella anche di tutti gli altri che fanno poi la grande storia, dov’è che si incontrano? Sempre al ciglio della strada?” Apparentemente è difficile proprio lì  mettersi in contatto con la grande storia. La grande storia ci si sottrae  proprio quando sembra venirci incontro. E lì sono spettatrice, nel grande evento mediatico che ammutolisce anche.

E ovviamente il momento dell’elezione del Papa si è presentato per me in un modo anche divertente in quanto non ho potuto tenere per ragioni che comprenderete un discorso su Maria che era previsto per quella sera in occasione di un incontro ecumenico tra studenti e teologi della Chiesa evangelica e cattolica. Ma Piazza san Pietro ha chiamato.

 

Qual è stato il suo primo pensiero quando ha appreso delle dimissioni del Papa?

Mi affascinano i momenti nei quali è quasi impossibile riacquistare possibilità di azione dadover  quindi rinunciare alla tuteladelproprio potere formale. In una tale rinuncia però può dispiegarsi una nuova possibilità che corrisponde alla possibilità di azione. Nel linguaggio teologico ciò rappresenta il concetto di Potestas in contrapposizione a quello di Violentia. E qui vi risiede qualcosa di immediatamente toccante, di convincente. La ritirata di Papa Benedetto è stato un momento particolare per me. Lo è stato perché avevo visto il Papa appena una settimana prima in occasione di una preghiera ed ero rimasta sconvolta dalla sua debolezza che lo lasciava letteralmente senza forze.

Anche se mi sono confrontata spesso criticamente con la sua teologia restaurativa e la sua politica ecclesiastica il suo ritiro mi ha davvero toccato e mi ha coinvolto pienamente.

 Il suo desiderio per questa “settimana storica”?

La scelta del nuovo Papa è connaturata per me all’attesa di un cambiamento e me ne sto rendendo conto a Roma, sentendomi un’umile tedesca ed essendo anche una protestante. E quindi per un primo momento ero davvero sopresa poi però sono trasalita nel momento preciso in cui ho sentito il nuovo nome che si è dato il Papa. Nel vero senso della parola in questo primo momento non ho potuto credergli.

Francesco è proprio quel nome nella cristianità cattolica che a livello mondiale come nessun altro rappresenta la possibilità di un altro rapporto col mondo non solo per i teologi cattolici ma anche per i laici cattolici e per i cristiani non-cattolici e ben oltre la cristianità stessa, con uno sguardo particolare ai più poveri e alla terra nel suo insieme.  Allo stesso tempo al nome di Francesco d’Assisi e al movimento dei Francescani  vi è collegata sin dall’inizio una storia dell’impiego di questo nome con la gerarchia ecclesiastica proprio nel senso di un livellamento del disturbo che per lui rappresentava un cattolicesimo del tutto intorpidito.  Il nome Francesco infatti sta anche per critica e riforma radicale interna alla Chiesa.

Mi auguro di cuore che le speranze giustamente riposte nel nomedelsanto  diAssisinon vengano meno. Queste potrebbero diventare importanti ben oltre il mondo cattolico e ridare al mondo cattolico significati oramai impensabili.

Grazie mille per l’intervista! Il pastore Ulrike Eichler è direttrice presso il Centro Melantone di Roma. Precedentemente ha lavorato presso l’università Ruhr-Universität Bochum nell’ambito disciplinare della Teologia Sistematica. Pagina webdel“Centro Melantone” consultabile al:

“http://www.centromelantone.org/” http://www.centromelantone.org/

 

 

Un contributo di Silke Schmitt, Collaboratrice Scientifica presso la Rappresentanza italiana della Konrad-Adenauer-Stiftung. Traduzione a cura di Dario Moabito.

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