Da Mare Nostrum a Frontex Plus: l’Europa protagonista nel Mediterraneo

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Immigrazione”, “Mare Nostrum”, “Unione Europea”, sono queste le parole più pronunciate durante l’estate non solo dai classici bagnanti che tra un tuffo al mare e una letta al giornale commentavano con il vicino d’ombrellone il costante afflusso di migranti sulle coste italiane; ma soprattutto dai nostri politici e in particolare dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha portato sul tavolo della Commissione europea una nuova proposta: sostituire l’operazione Mare Nostrum con un intervento più decisivo che coinvolga tutti gli Stati membri.

La nuova operazione, definita Frontex Plus, partirà a novembre e rappresenterà una versione rafforzata della già esistente missione europea Frontex, in quanto costituirà una linea di presidio più estesa e più ampia di quella oggi esistente. grazie a un ruolo più concreto dell’Unione Europea nell’aiutare l’Italia a gestire la questione immigrazione nel Mediterraneo.

Dunque, seppur dopo un periodo di incertezze ed esitazioni che sembravano lasciare solo il nostro Paese nell’affrontare il peso di un’emergenza europea, il programma militare ed umanitario Mare Nostrum, nato in seguito alla strage di Lampedusa dell’ottobre scorso, sta per essere definitivamente sostituito da una missione europea di lungo periodo, decisa durante l’incontro tra Angelino Alfano e il commissario UE per gli affari Interni, Cecilia Malmström, che spera in una partecipazione più attiva di tutti i Paesi europei.

L’operazione Mare Nostrum è iniziata il 18 ottobre 2013 per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria nel canale di Sicilia e vede protagonisti il personale e i mezzi navali e aerei della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto, della Croce Rossa Italiana e molti volontari che uniscono le loro forze per la salvaguardia della vita di tutti i migranti, attraverso il controllo e il pattugliamento marittimo accompagnato da un incessante lavoro di assistenza sanitaria e psicologica agli immigrati.

Purtroppo il numero delle vittime è ancora elevato, solo quest’anno – secondo i dati dell’UNHCR – più di 2.500 persone sono annegate o scomparse tentando la traversata, di cui oltre 2.200 dall’inizio di giugno. Moltissimi migranti di ogni sesso, età, religione sfidano il mare con la speranza di raggiungere la terraferma, simbolo di salvezza e di rinascita ma a quei pochi che riescono a salvarsi spetta un futuro incerto e strettamente legato alle procedure burocratico-amministrative del Paese di accoglienza. Come ha scritto in un tweet Carlotta Sami, portavoce UNHCR, le notizie dei naufragi sono diventate dei tragici bollettini di guerra: si tratta di una crisi umanitaria senza precedenti che richiede delle azioni concrete e immediate.

Nonostante la scarsità di fondi e aiuti economici, l’Italia è riuscita a portare avanti un progetto che ha permesso il salvataggio di circa centoventi mila persone e all’arresto di cinquecento scafisti, ma –ha sottolineato Malmström – “è chiaro che questo non è uno sforzo che l’Italia può continuare tutto da sola”, quindi è importante prendere nuovi provvedimenti affinché vi sia più Europa nel Mediterraneo.

Un contributi di Eleonora Zaccaro, Osservatorio sulle relazioni tra Italia e Germania (OGI)

Fonti

AA.VV., Migranti, a novembre parte Frontex Plus. Alfano: “Ora si può superare Mare Nostrum”, La Republica.it, 27 agosto 2014
Sito della Marina Militare, www.marina.difesa.it.
AA.VV., L’alto commissario Guterres e l’inviata speciale Angelina Jolie: crisi nel mediterraneo senza precedenti, United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR), 15 settembre 2014.

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