Da “Frontex Plus” a “Triton”: una soluzione adeguata?

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Un’ombra si abbatte sull’Europa, la lunga scia di sangue nel Mediterraneo è ormai un’emergenza umanitaria senza precedenti che ha bisogno di soluzioni decise e di una fattiva cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione. Secondo il Ministero dell’Interno sono più di 40 mila i migranti sbarcati sulle coste italiane dal 1 gennaio 2014, più dell’84,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Numeri sconcertanti per quella che a tutti gli effetti è una vera e propria urgenza civile. L’Italia ha risposto ad una delle più grandi sciagure marittime del XXI secolo, il drammatico naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui hanno perso la vita 386 migranti, dando il via alla missione militare e umanitaria denominata Mare Nostrum; partita il 13 ottobre di quell’anno, con il compito di rafforzare il controllo in mare e soccorrere i profughi in difficoltà, ha salvato già migliaia di vite umane.

Un ruolo marginale ha svolto invece Frontex, l’Agenzia appositamente fondata con decreto del Consiglio Europeo (2007/2004), per gestire i flussi migratori nelle aree esterne dell’Ue. Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea, è stata istituita con lo scopo di rafforzare i rapporti con i Paesi confinanti per la riammissione dei migranti extracomunitari respinti e per coordinare il pattugliamento delle frontiere esterne dell’Europa. L’Agenzia, con sede a Varsavia, è operativa dal 3 ottobre 2005 e nel 2008 ha visto raddoppiare il suo budget con un incremento di 70 milioni di euro, 31 dei quali destinati a missioni di pattugliamento delle frontiere nel Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico.

Nel 2009 Jacques Barrot, l’allora Commissario europeo per la Giustizia Libertà e Sicurezza, ha richiesto un rafforzamento dell’Agenzia che da agosto 2013 dispone di attrezzature radar, di 26 elicotteri, 22 aerei e 113 navi. In Italia sono due le operazioni coordinate dall’Agenzia nelle quali collaborano Paesi membri dell’Ue, come Regno Unito, Spagna, Norvegia, Austria, Francia, Germania, Grecia, Romania e Malta: la più imponente, denominata Hermes, con un budget di 4 milioni e 500 mila euro nel 2013, ricopre l’intera area del Canale di Sicilia e delle isole Pelagie allo scopo di fronteggiare l’immigrazione clandestina proveniente da Algeria, Libia e Tunisia. Oltre all’impiego di motovedette ed elicotteri Hermes fornisce anche personale specializzato per aiutare le autorità italiane nei colloqui con i migranti. La seconda operazione Frontex nelle acque italiane è Aeneas con un budget nel 2013 di 2,5 milioni di euro e che opera nel mar Jonio, attorno alle coste di Puglia e Calabria.

L’Italia a cui l’operazione Mare Nostrum costa 9,5 milioni al mese, ora chiede un più forte coinvolgimento sul piano strategico e operativo all’Europa. Nel corso del vertice di Bruxelles del 27 agosto scorso, tra il Ministro dell’Interno Angelino Alfano e il Commissario degli Affari interni dell’ Ue Cecilia Malmstroem, si è delineata l’ipotesi di Frontex Plus (Triton), un’operazione di pattugliamento e di controllo alla frontiera meridionale dell’Europa che però, ha fatto sapere il Commissario degli Affari interni dell’Ue, non potrà sostituire Mare Nostrum. In sostanza, ha sottolineato il commissario Malmstroem, il successo di Frontex Plus (Triton) dipenderà dalla partecipazione volontaria dei singoli Paesi che dovranno decidere, attraverso un bando, se e come contribuire; e ad oggi solo Germania, Spagna e Francia hanno espresso il loro sostegno. Tuttavia, sono stati molti i Paesi che hanno respinto le richieste italiane di sostituire completamente Mare Nostrum con un’operazione europea.

L’unica certezza per ora è che Frontex Plus (Triton) partirà da novembre unendo le due operazioni Hermes e Aeneas; le navi europee non si spingeranno in acque internazionali ma resteranno nell’area marittima sotto la giurisdizione italiana, e non avranno il ruolo fondamentale di Mare Nostrum riguardante il soccorso umanitario in mare dei migranti. Se Mare Nostrum verrà smantellata, il problema si aggraverà. Non è chiaro infatti chi si occuperebbe dei naufragi in aree che appartengono alla giurisdizione di paesi instabili come ad esempio la Libia. Certo è che la progressione della cancellazione delle barriere interne dell’Ue dovrebbe portare a una gestione coordinata se non ad una unificazione della frontiere esterne; ma la cessione di sovranità crea ad oggi non pochi malumori in molti Stati membri.

Un contributo di Giuliana Salvi, Redattrice nell’Osservatorio sulle relazioni tra Germania e Italia (OGI).

 

 

 Fonti

Immigrazione, Alfano: sostegno di Germania e Francia all’operazione Frontex plus, Il Sole 24 Ore, 2 settembre 2014

Immigrazione Frontex Plus: Ecco cosa prevede la missione Europa nel Mediterraneo, Rai news, 2 settembre 2014

G. Riedo, Frontex Plus: nasce a novembre, con quale ruolo, Rivista di Affari europei Europae, 11 settembre 2014

Frontex.europa.eu

Ministero della Difesa, Marina Militare (Marina.difesa.it)

Alfano: con avvio di Frontex plus chiederemo la fine di Mare Nostrum, Agenzia di Stampa Asca, 15 settembre 2014

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