"Brain drain": Un pugliese nella Foresta bavarese

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Il fenomeno dell’emigrazione di ragazzi neolaureati, detto anche “fuga dei cervelli” oramai è un concetto ben conosciuto. Nell’interno dell’UE questo riguarda sopratutto i paesi del sud. Tanti qualificati – sopratutto ragazzi dalla Grecia e dalla Spagna – scelgono come paese destinatario la Germania. Nel primo quarto del 2010, i nuovi arrivati in Germania contavano 435.000 persone, cui 62% provenienti da paesi dell’UE. Anche in Italia la situazione economica stringe tanti giovani di andare all’estero. Noi volevamo sapere quale esperienze hanno fatte, quale sono le loro speranze ed aspettative per il futuro….

Oggi presentiamo – Pietro Calabrese, 25 anni, da Ginosa – una piccola città nella regione Puglia.

"Brain drain" (Fonte: Adrian Senn)

Come mai hai deciso di andare in Germania?

La decisione di trasferirmi in Germania è stata scaturita da diversi fattori. Nel 2005 ho deciso di trasferirmi a Roma, dove ho intrapreso il mio percorso universitario. Spinto dalla forte voglia di conoscere altre culture e dalla passione per la lingua inglese, mi sono iscritto al corso di studi “Mediazione Linguistico-Culturale” alla Facoltà di Scienze Umanistiche de “La Sapienza”. E’ proprio qui che sono entrato per la prima volta in contatto con la lingua tedesca, scegliendola come seconda lingua accanto all’inglese, consapevole del fatto che la Germania rappresentava e rappresenta tutt’oggi il più importante partner commerciale dell’Italia.

La mia è stata perciò inizialmente una scelta puramente razionale, derivata più dalle prospettive lavorative future che da una vera e propria passione per la lingua e società tedesca, allora a me entrambe sconosciute. Ben presto tale scelta si è rivelata però una delle scelte più azzeccate della mia vita.

Ho iniziato a frequentare con crescente interesse i corsi di lingua, un’associazione di scambio tra studenti italiani e tedeschi ed il Goethe-Institut di Roma. E’ proprio il contatto con giovani studenti tedeschi, lo scambio di opinioni e vedute sulle realtà dei due paesi, tanto vicini, ma anche tanto lontani che hanno fatto crescere in me l’interesse ed ammirazione per la Germania. Nel 2007, nell’ambito del programma Erasmus sono partito per Düsseldorf. Ho studiato per due semestri alla “Heinrich-Heine-Universität“ ed ho fatto un tirocinio in un’agenzia di traduzione.

Tornato a Roma, ho scritto la mia tesi di laurea sul fenomeno migratorio italiano in Germania negli anni ’60. Non appena laureato, spinto dal desiderio di proseguire gli studi in Germania e dal profondo interesse per questo paese ho sospeso per un anno i miei studi ed ho fatto un tirocinio presso la Camera di Commercio Italiana di Monaco di Baviera ed altre esperienze lavorative ad Amburgo. Dall’ottobre del 2010 vivo a Passau, in Baviera, dove in qualità di borsista DAAD ho intrapreso il corso di laurea specialistica in “International Cultural and Business Studies” presso la “Universität Passau“.

Che cosa ti piace in specifico della Germania?

Ci sono diverse cose che mi legano alla Germania e che mi augurerei di avere anche in Italia. E’ indubbio che la qualità della vita, le ottime possibilità d’inserimento dei giovani in ambito lavorativo, così come alcuni valori cardine della società tedesca, quali l’ecologia e la trasparenza siano per me di fondamentale importanza. Sono valori, che nella situazione politico-economica italiana a dir poco fatiscente, fanno difficoltà a venir fuori. Aldilà del colore politico, gli sviluppi politici degli ultimi anni in Italia hanno prodotto una classe politica che, a differenza di quella tedesca, è sempre ben attenta a fare i propri interessi piuttosto che quelli dei cittadini, allontanandosi sempre più dalla realtà del paese.

La quasi totale assenza di politiche giovanili, il graduale disfacimento dell’istruzione, la crescente disoccupazione giovanile, la miseria del Sud e l’incertezza dei giovani verso il futuro sono motivi per me di grande indignazione e sgomento. E’ proprio questo che ammiro della Germania ed ovvero la costante attenzione verso i giovani, l’istruzione e la ricerca, anche ed a maggior ragione in tempi di crisi economica.

Quali sone le tue aspettative del futuro?

Dopo gli studi vorrei restare ancora qualche anno in Germania perché credo di avere più possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Dopodiché mi piacerebbe tornare nel mio paese e cercare lavoro, sperando che l’Italia torni ad essere il Bel Paese, e non solo per il mare, il sole e la buona cucina!

L’intervista è stata condotta da  Patricia Liberatore via Email.

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Maggiori informazioni sul tema dell’emigrazione di giovani laureati in Italia:

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„Italy young people ‚discouraged’, ANSA dal 26 gennaio 2012

Blog del Corierre della Sera sul tema giovani & mercato di lavoro

E i nostri contributi sul blog sul tema:

 „Scappare da una realtà che mi stava stretta“

 e Italy: Love it or leave it“

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