Anni `70: Un colloquio con Julia Albrecht e Corinna Ponto

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In occasione della giornata conclusiva del nostro cicloo di seminari „Gli anni ‚70 in Germania e in Italia – Crisi e Trasformazioni“, in collaborazione con le università romane LUMSA e LUSPIO, abbiamo avuto il piacere di accogliere due ospiti davvero speciali provenienti dalla Germania: Julia Albrecht e Corinna Ponto, le autrici del libro “Die Patentöchter. Im Schatten der RAF” (Le figlie dei padrini. All’ombra della RAF).

Corinna Ponto & Julia Albrecht con Stefan von Kempis (Fonte: KAS Roma)

Corinna Ponto è la figlia del banchiere Jürgen Ponto, ucciso nel 1977 dai terroristi RAF nella sua abitazione. Julia Albrecht è la sorella di 13 anni più giovane di una delle ex-terroriste che hanno partecipato all’omicidio Ponto, Susanne Albrecht. Dopo aver scontato una pena detentiva, Susanne Albrecht, lavora come insegnante a Brema. Non è scaturita nessuna reazione da parte della sorella, a seguito della pubblicazione del libro Die Patentöchter, ci comunica Julia Albrecht. Il contatto tra le due si è momentaneamente interrotto.

Durante il dibattito entrambe le scrittrici ci hanno raccontato la loro storia personale. Corinna Ponto lo ha fatto dal punto di vista di chi è parente di una vittima, Julia Albrecht da quello di  chi invece è parente di una terrorista. Attraverso il loro libro, un dialogo epistolare, le due affrontano l’argomento in un modo in cui nessuno aveva mai osato in Germania, finora. A differenza degli altri paesi europei, in Germania non esiste nessuno sportello a cui le vittime del terrorismo possano rivolgersi. Dalla pubblicazione del volume nel 2011, molti sono stati i familiari delle vittime che si sono rivolti alle due scrittrici, afferma la Albrecht, creando così una piccola rete di persone.

Julia Albrecht & Corinna Ponto mit Moderator Stefan von Kempis (Quelle: KAS Rom)

In particolar modo, Corinna Ponto parla delle difficoltà nel fare chiarezza sulla situazione. La scrittrice ha affermato che ancora oggi, a 30 anni dall’attentato terroristico, è stata fatta ancora pochissima luce sul ruolo dello Stato e dei Servizi Segreti in questi eventi. Il fatto che la Germania all’epoca si trovasse al centro della Guerra Fredda e che fosse divisa in Germania Ovest e Est, potrebbe aver contribuito a creare terreno fertile per il terrorismo, continua la Ponto. Per ricostruire tutta la storia, sarebbe necessario “smontare le tessere di un mosaico, e ricomporle di nuovo”.

Il fatto è, secondo la Albrecht, che sua sorella e alcuni altri terroristi, a pochi anni dall’uccisione di Jürgen Ponto, sono riuscite a scappare e a vivere da latitanti nella DDR. Questo ci fa capire chiaramente come i servizi segreti fossero all’epoca in stretto contatto con la RAF. Un altro indizio a corroborare questa tesi è che Susanne Albrecht è stata arrestata, dopo la caduta del Muro. “Un giallo storico che deve ancora essere risolto”, afferma la Ponto. Tuttavia, la scrittrice si mostra fiduciosa quando afferma di essere convinta che per fare chiarezza sul tema, è necessaria “una generazione del tutto nuova”, per  avvicinarci sempre di più “alla verità, a piccoli passi ”.

Cogliamo l’occasione per ringraziare nuovamente Julia Albrecht e Corinna Ponto per aver accettato l’invito a partecipare alla nostra conferenza!

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Naturalmente, abbiamo letto il loro libro. Qui potete trovare la recensione:

Letto: Die Patentöchter (“Le figlie dei padrini”)

Recensione inglese della casa editrice Kiepenheuer & Witsch

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